Luca Capomagi è
un mio ex studente. Oggi è laureando in Economia. Colpito dalle affermazioni
demagogiche di chi afferma che la Banca Centrale Europea sarebbe una truffa
inventata dal sistema finanziario per danneggiare gli Stati e i cittadini, mi
ha inviato la lettera sottostante: un po’ per discutere della questione con il
sottoscritto, un po’ per sfogarsi contro i complottisti. Con il suo consenso,
ho deciso di pubblicare la lettera, mettendola a disposizione dei lettori del
blog e suscitare, se non un dibattito, almeno una riflessione sulla nostra
appartenenza alla UE. Credo sia importante, in questa congiuntura storica,
informarsi bene sulla questione, poiché vi sono forze politiche che stanno
ponendo al centro dei loro propositi l’uscita dall’Euro, o addirittura
dall’Unione.
La lettera è
molto lunga, perciò mi sono permesso di dividerla in due. La parte pubblicata
oggi è la più complessa: si occupa delle problematiche collegate all’emissione dell’euro e si
cimenta in una confutazione delle teorie cospirazioniste. Queste ultime
sostengono, in particolare, che dietro l’emissione di “moneta a debito”, da
parte della BCE, vi sarebbe un profitto non dichiarato, chiamato “signoraggio”,
che sarebbe intascato impunemente dalla Banca Europea e dal sistema finanziario
in genere. Luca cerca di dimostrare che queste convinzioni sono castelli campati
in aria.
La seconda
parte della lettera (che posterò tra qualche giorno) si occupa delle
conseguenze che l’Italia potrebbe patire nel caso (malaugurato) di uscita
dall’eurozona. Della questione mi ero occupato nel post del 23 agosto 2012.
Ringrazio Luca
per aver accettato di pubblicare la sua missiva e lascio la parola ai lettori
del blog. Buona lettura!
La lettera di Luca.
Prima parte: Signoraggio,
moneta a debito, riserva frazionaria
![]() |
| L'Euro Tower di Francoforte sul Meno, sede della Banca Centrale Europea |
Proverò ad essere esauriente e a spiegare in modo semplice
le fasi della creazione della moneta; poi mi soffermerò su cosa potrebbe accadere
se uscissimo dall'Euro. Ci metterò di mezzo anche tre concetti tanto cari ai “signoraggisti”
ed ai “complottisti”: SIGNORAGGIO, MONETA A DEBITO, RISERVA FRAZIONARIA, concetti
reali ma diversi da come costoro ce li vogliono far apparire.
PREMESSA:
- La Banca Centrale (da ora BCE), PER STATUTO (vedilo qui) è
l'unica a poter creare moneta e, sempre PER STATUTO, distribuisce gli utili
agli Stati.
- Tutte le Banche Commerciali (da ora BComm) hanno un conto
aperto presso la Banca Centrale Nazionale (Banca d'Italia), che rappresentano
la RISERVA OBBLIGATORIA.
- La BCE agisce nel mercato SOLO attraverso le BComm, MAI
direttamente.
COME I SIGNORAGGISTI CREDONO CHE SI CREI LA MONETA:
1) La BCE crea 100€ “dal nulla” ad un costo irrisorio (1€)
2) Ogni Stato dà alla BCE 100€ di Titoli
3) Alla scadenza del Titolo lo Stato paga alla BCE il 3% di
interesse (3€) e riprende il Titolo.
TRUFFA! SCANDALO! La BCE ha guadagnato 102€! [100 – 1(costo
di fabbricazione) + 3(interessi)]. Vogliamo la sovranità monetaria, cosi
possiamo stampare tutto quello che vogliamo: il reddito di cittadinanza,
l’annullamento del debito pubblico ed altro ancora!
IN REALTA' LA BCE NON PRESTA DENARO ALLO STATO!
VEDIAMO ALLORA COME SI CREA LA MONETA VERAMENTE:
CONCETTO BASE 1) La
BComm usa PARTE dei depositi per concedere prestiti o fare investimenti
(RISERVA FRAZIONATA). Riserva frazionata significa che di ogni deposito che il
privato (o l'azienda) fa in banca, una parte viene conservata nei caveau della banca (è la RISERVA
OBBLIGATORIA, ed è una percentuale non fissa, le cui oscillazioni fanno
aumentare o diminuire l'offerta di moneta, cioè la quantità di moneta in
circolazione), e la restante parte serve a concedere nuovi prestiti. Si può
dire che così facendo la BComm crei moneta, ma in realtà la quantità di denaro
reale esistente è sempre la stessa.
CONCETTO BASE 2) Se
la BComm concede prestiti significa che il debitore (chi ha ricevuto il prestito)
ha emesso un' OBBLIGAZIONE e che la BComm ha comprato tale titolo. Se a
chiedere il prestito è lo Stato, l'obbligazione che questo emette si chiama
TITOLO DI STATO.
[DOMANDA: quindi se io do 100€ alla banca, questa li
presta a qualcun altro? E se io rivoglio i miei 100€? RISPOSTA: se
paradossalmente tutti i correntisti andassero contemporaneamente in banca a
prelevare i loro depositi (cosiddetta “corsa agli sportelli” o “bank
run”), la banca non avrebbe denaro a sufficienza. Questa però è un
avvenimento più unico che raro, teorizzato sì, ma che non è successo nemmeno a
Cipro, o con lo scandalo Monte Paschi. A demotivare la corsa agli sportelli c'è
poi il FITD (Fondo Interbancario Garanzia Depositi): il Fitd è supervisionato
dalla Banca d'Italia ed è un consorzio istituito nel 1987 al quale tutte le
banche italiane (a eccezione delle banche di credito cooperativo che hanno
comunque una garanzia "gemella" come quella del Fitd) sono obbligate
ad aderire assieme alle banche extracomunitarie che hanno filiali in Italia.].
Ma torniamo alla questione della creazione della moneta.
Perché serve stampare moneta? Perché il correntista può chiedere alla banca
soldi che questa non ha, perché la banca stessa ha investito o prestato la
parte di depositi che non ha in riserva, perché crescono beni e servizi o, infine,
perché cresce l'inflazione...
Ora entriamo nel vivo della questione.
Come dicevamo la situazione fin qui esposta considera una
banca commerciale che ha in cassaforte un'obbligazione da 100€, facente capo o
allo Stato o anche ad un'azienda privata. Se alla banca commerciale (BComm)
servono, per i motivi visti sopra, 100€, li chiede alla BCE.
Come fa? Vediamo:
1) La BComm dà un
titolo di pari importo (100€ appunto), come garanzia, alla BCE, la quale stampa
l'equivalente.
2) Alla scadenza
del titolo (l'obbligazione), la BCE lo riconsegna al debitore (a chi l'ha
emesso), il quale riconsegna il nominale (100€) + gli INTERESSI (3€) [Nota bene: la banconota da
100€ che la BCE riceve indietro, la mette via per quando servirà ancora e
restano in gioco i 3€ degli interessi].
3) La BCE, dunque,
ha guadagnato 3€! Questo è effettivamente il SIGNORAGGIO. Quindi esiste,
esulteranno i complottisti!
Certo, ma chi se lo intasca?
Sempre da STATUTO, la BCE non può conseguire utili. Quindi
restituisce i 3€ allo Stato, il quale li userà in parte per pagare la gestione
della BCE (pagare stipendi, strutture...); una parte di questo pagamento andrà
a costituire la riserva della BCE, mentre la restante parte la BCE la trattiene
ma la renderà allo Stato sotto forma di imposte.
Ecco SMONTATA LA TESI DEI SIGNORAGGISTI: essi definiscono il
Signoraggio come differenza tra valore nominale e valore intrinseco della
moneta stampata. Era così una volta, intorno al '400, quando il Signore,
appunto, batteva moneta in metalli preziosi con valore nominale maggiore
rispetto al valore intrinseco, svilendo così la moneta. Era un meccanismo più semplice, ed il Signore guadagnava effettivamente su questa
differenza. Nella realtà attuale, né la BCE, né la BComm maturano un profitto.
Veniamo adesso alla questione della MONETA A DEBITO. Per
spiegare il concetto partiamo da queste domande: se i 3€ di interessi in realtà
non esistono, perché si dice che il prestito di denaro alle BComm da parte
della BCE ha generato un debito? Le
BComm sono realmente in debito verso la BCE e questa assorbirebbe le loro
risorse attraverso il prestito di Euro?
Se
il sistema economico fosse nato in questo momento, e solo io in tutto il mondo avessi
una banconota da 100€ e nessuno potesse stampare o coniare moneta, a chi mi
chiedesse di prestargli la banconota di sicuro non potrei chiedere Euro come
interessi; perciò alla scadenza del debito mi farei ridare i miei 100€ più,
supponiamo, 3 pesche, o qualche altro bene esistente e che si possa scambiare.
Se invece il sistema fosse più evoluto ed io e Tizio
avessimo banconote, Caio potrebbe chiedermi 100€ in prestito per piantare un
nuovo albero di pesche e venderle poi a Tizio. Caio avrebbe la possibilità di
restituirmi i 100€ + gli interessi (gli Euro che Tizio ha dato a Caio per comprare
le pesche). Poi magari Tizio vende le pesche al mercato a Sempronio, il quale ha
soldi anche lui, e li userà per comprare quel bene ecc. ecc...
In questo consiste la CIRCOLAZIONE DELLA MONETA, e la
VELOCITA' con cui questa passa di mano in mano in un determinato periodo di
tempo è un indice della salute dell'economia. All’inizio di questo percorso la
moneta è stata chiesta in prestito, quindi vi è stato un debito.
Cosa significa MONETA A DEBITO?
Il concetto deriva semplicemente dalla partita doppia: non
c’è nessun complotto dietro la questione. Vediamo contabilmente cosa succede:
La BCE, all’inizio del processo di circolazione della
moneta, ha un titolo di 100€ datogli dalla Bcomm che le ha chiesto una
banconota di pari valore. Nella partita doppia, la BCE registrerà: ATTIVO → Bot
+100.
Poi dovrà stampare i 100€ richiestigli e darli alla Bcomm: è
in questo istante che CREA MONETA e, facendolo, registrerà una PASSIVITA' di
100€, precisamente: PASSIVO → Deposito Bcomm +100.
A questo punto, la Bcomm ha i suoi 100€ (che non gli sono
stati regalati ma PRESTATI a fronte di un'OBBLIGAZIONE), perciò nel suo
bilancio registrerà un ATTIVO → Deposito c/o BCE +100. Poi li userà per darli
al cliente che glieli aveva chiesti, quindi in bilancio registrerà: PASSIVO
→Deposito cliente +100.
Di fronte a questa situazione, i SIGNORAGGISTI gridano al
COMPLOTTO, perché:
1- La BCE percepisce il reddito da signoraggio (ma abbiamo
spiegato sopra che in realtà non c’è alcun guadagno);
2- la Bcomm ha aumentato il deposito e quindi col meccanismo
della riserva frazionaria può creare nuova moneta creditizia (in realtà la
riserva frazionaria NON CREA MONETA: vedi sotto);
3- il privato ha solo incassato i 100€.
IN REALTA' essi non dicono cosa succede alla scadenza del
titolo, quando titolo e soldi + interessi, che non sono nati dal nulla, fanno
il percorso inverso. Nessun complotto; nessuna truffa. La BCE ha prestato
denaro richiestole; la BComm ha pagato un interesse e ha fatto fruttare i soldi
avuti in prestito; il singolo cliente può disporre di liquidità; la BCE
utilizzerà gli interessi ricevuti per pagare il proprio servizio, per
costituire la riserva, per pagare le tasse agli Stati. Come dicevo prima, non
vi è alcun profitto camuffato.
ULTIMA QUESTIONE: PERCHÉ LA RISERVA FRAZIONARIA NON CREA
MONETA.
I complottisti si sono inventati il nome di “signoraggio
secondario” nei confronti della riserva frazionaria, ad anche qui è errata l'ipotesi
da cui partono per dimostrare la truffa delle truffe,
secondo la quale una banca può prestare fino a 50 euro per ogni euro
raccolto, lucrando così sugli interessi.
L'errore sta nel moltiplicare erroneamente gli impieghi del
denaro prestato. Vediamo in dettaglio dove sta l’errore.
Quando una banca raccoglie capitali dalla clientela è
obbligata a trattenerne una parte (per fare i conti, supponiamo il 10%) sotto
forma di riserva obbligatoria. A seconda della politica aziendale, la banca in questione
può anche creare una riserva facoltativa, trattenendo un'altra parte del
deposito. Il resto lo può prestare. I soldi prestati verranno presumibilmente
spesi, andando ad incrementare il deposito di un terzo soggetto in un'altra
banca, che a sua volta presta i soldi raccolti dopo avere, a sua volta, trattenuto
una riserva ecc.
Ma c'è chi ignora tutto questo e pensa che le cose
funzionino in altro modo.
La singola banca, pensano costoro, raccolti 100 euro in
contanti e trattenuto il 10% sotto forma di riserva obbligatoria, ne presterebbe
90. Questi 90 vengono spesi ed andranno ad aumentare il deposito di un altro
soggetto in un'altra banca. Ora in cassa di quella banca ci sono 90 euro e si
immagina che la banca calcoli riserve del 10% e presti il resto (81 euro) e
così via fino a quando la cifra da prestare, cioè quella in cassa, diventa
zero.
Creiamo una tabella che raccolga i dati delle riserve e
delle casse di tutte le banche esistenti:
Riserva
|
Cassa
|
|
Prestito 1
|
10
|
90
|
Prestito 2
|
9
|
81
|
Prestito 3
|
8,1
|
72,9
|
…
|
…
|
…
|
Totale
|
100
|
900
|
Da questi dati sembrerebbe che la singola banca presterebbe
complessivamente 900 euro, ovvero 9 volte i 100 euro raccolti all'inizio:
esulteranno ancora i nostri amici signoraggisti! E se la riserva obbligatoria
fosse il minimo imposto dalla BCE, che oggi è del 2%, la banca creerebbe ben 50
volte la quantità di denaro depositato inizialmente!
Nella realtà non avviene nulla di tutto ciò. E' già possibile fare
una prima precisazione: la fetta del prestito che di volta in volta va in
riserva, diminuisce sempre di più la quantità di deposito che si può prestare,
fino ad avere, appunto, i 100€ di deposito iniziale in riserva.
Ma allora se in riserva ci sono effettivamente i 100€, da
dove vengono i 900€ che la banca ha in cassa? Per rispondere, aggiungiamo alla nostra
tabella una colonna che chiameremo Depositi.
Avevamo detto prima che “i soldi prestati verranno
presumibilmente spesi, andando ad incrementare il deposito di un terzo soggetto
in un'altra banca”; quindi nella colonna “depositi” andremo a scrivere tutti i
depositi di terzi presso tutte le banche esistenti.
Riserva
|
Cassa
|
Depositi
|
|
Prestito 1
|
10
|
90
|
100
|
Prestito 2
|
9
|
81
|
90
|
Prestito 3
|
8,1
|
72,9
|
81
|
…
|
…
|
…
|
|
Totale
|
100
|
900
|
1000
|
È questo il passaggio critico che gli amanti del signoraggio
secondario non ammettono, ovvero che tutti i depositi, effettuati dai clienti
nelle banche, sono di ben 1000€! Ed ora tutto torna, perché i 100€ sono in
riserva, e sono esattamente il 10% di 1000, ovvero dei depositi effettuati
successivamente.
I depositi però, per una banca, sono un DEBITO, perché
quando il cliente deposita una somma in banca, il cliente è CREDITORE della
banca!
Detto questo, ora la storia suona completamente diversa, e cioè:
depositati 100€, la banca mette in circolazione 900€, ma contemporaneamente si
indebita di 1000€!
Concludiamo con alcune considerazioni paradossali. Se i
signoraggisti avessero ragione:
1- il credito bancario sarebbe quasi infinito e l'abbondanza
di moneta renderebbe inutile l'esistenza della Banca Centrale.
2- gli impieghi delle banche dovrebbero superare, e di
molto, la raccolta e la banca non chiuderebbe mai un bilancio in perdita.
Incasserebbe inoltre interessi attivi su 90 euro a fronte di interessi passivi
pagati su soli 10 euro, ottenendo sempre utili. Ma basta leggere il bilancio di
una banca per capire che non è così.
3- se la riserva frazionaria non esistesse, ovvero se la
riserva fosse il 100% dei depositi, la banca sarebbe solo una grande cassaforte
e l'intero sistema finanziario moderno collasserebbe. Nessuno, compresi coloro
che chiederebbero questo tipo di sistema, potrebbero ricevere un prestito,
aprire una linea di credito, chiedere un mutuo, un leasing, un pagamento
dilazionato, avere un bancomat o una carta di credito ecc...
Personalmente consiglio a chi non sopporta l'idea che la
banca possa prestare il denaro che costui gli affida, anziché custodirlo
gelosamente, di prendersi una bella cassetta di sicurezza e di mettere lì tutto
quello che ha.
Questo sì che sarebbe uno smacco per chi lucra sul denaro
altrui! (1-continua)

































