3a parte: Il pensiero di Sayyid Qutb: la “terribile schizofrenia”
del mondo occidentale
Purtroppo
anche il cristianesimo, secondo Sayyid Qutb, subì un’involuzione: il suo
messaggio non fu accettato dagli Ebrei, Gesù e i suoi seguaci vennero perseguitati,
sicché la nuova rivelazione trovò difficoltà ad essere applicata; inoltre dopo
la morte di Gesù il messaggio fu male interpretato e frainteso dai seguaci che
subentrarono ai primi apostoli.
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Antica icona raffigurante San Paolo |
Secondo
Qutb il primo responsabile di questo fraintendimento del messaggio cristiano fu
Paolo di Tarso: egli annacquò la dottrina di Gesù fondendola con elementi della
filosofia greca e della mitologia greco-romana; in tal modo il cristianesimo
divenne una religione essenzialmente spirituale, distaccata definitivamente
dall'insegnamento ebraico che intendeva la religione non solo come spiritualità
ma come legge operante tra gli uomini. Insomma, è con Paolo che il
cristianesimo cominciò, secondo Qutb, il suo perverso cammino di confinamento
nell'intimo della coscienza, perdendo la sua funzione di legge per la comunità
degli uomini.
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La famosa testa di Costantino conservata a Roma, Musei capitolini |
Non
riuscì a far cambiare rotta al cristianesimo neppure la decisione di Costantino
di convertire l'impero romano al cristianesimo. Anzi le cose peggiorarono,
perché la corruzione e la depravazione in cui l'imperatore viveva provocarono una
reazione ascetica nei cristiani più convinti che si rinchiusero nei monasteri,
imponendosi una condotta religiosa che, secondo Qutb, è contro la natura umana.
Insomma, con questa involuzione il cristianesimo avviò una schizofrenia che
caratterizzò in seguito tutta la società umana occidentale: la scissione tra
spirito e corpo, tra interiorità ed esteriorità, tra religione e legge civile.
L'arrivo
della religione musulmana nel settimo secolo avrebbe potuto ricostruire il
corretto rapporto tra uomo e natura, tra spirito e corpo, e diffonderlo presso
tutta l’umanità. In quest’opera di persuasione morale, la religione di Maometto
sarebbe stata sostenuta dal prestigio raggiunto in campo culturale, dal momento
che, dice Qutb, l'Islam aveva scoperto il metodo scientifico molto prima
dell’Occidente, grazie agli studiosi musulmani che operavano nelle università d'Oriente
e dell'Andalusia. Nell’Islam, secondo lo scrittore, la scienza non era in
conflitto con Dio, la religione non era in contrasto con la razionalità
scientifica: spirito e corpo erano di nuovo uniti. Ma raggiunta la preminenza
nell'umanità anche il mondo islamico si è allontanato dai corretti principi,
già a partire dal terzo califfato (intorno alla metà del VII secolo d.C.) e
poi, più decisamente, durante la dinastia Omayyade (dalla fine VII secolo al
750 d.C.). Il declino morale del mondo islamico fu accelerato dagli attacchi
dei Mongoli, delle Crociate condotte dai cristiani, e infine dei sionisti. La
brillante scoperta del metodo scientifico fu esportata in occidente nel XVI
secolo e generò fecondi risultati, ma in Europa entrò in urto con il
cristianesimo, cosicché si generò una nuova scissione: da un lato la scienza e
il suo metodo, dall’altro Dio e la religione, due ambiti in conflitto aperto.
Questa
divisione si diffuse talmente in profondità in Occidente da produrre nel corso
dell'età contemporanea la “terribile schizofrenia della vita moderna”: ciò che
secondo Qutb è “uno” (il naturale desiderio di conoscere il mondo fisico e la
naturale aspirazione a vivere nell'ordine divino), nel mondo occidentale divenne
“due”: Dio da una parte, la scienza dall'altra. Inevitabile che in tal modo
anche la mente degli occidentali e la loro vita si sia divisa, sia diventata
doppia e malata, e questa malattia l’Occidente ha esportato anche nel mondo
musulmano, attraverso il colonialismo.
Secondo
Qutb, questa “terribile schizofrenia” trovava nelle società liberali la sua
massima espressione. Le società liberali collocano la dimensione religiosa
dentro le chiese e nell'intimo della coscienza, non nella vita pratica di tutti
i giorni. Nelle società liberali le chiese sono libere di dare le benedizioni o
le maledizioni ma non possono metterle in pratica, perché in esse il potere di
chiamare la polizia spetta allo Stato. Attenzione: Qutb non dice che le società
liberali tolgono libertà all'esercizio dei culti religiosi, al contrario esse
danno libertà a tutti i culti, poiché alla gente è permesso di andare nelle
moschee, nelle chiese, nelle sinagoghe, semmai è nei paesi comunisti che questo
è impedito. Nelle società liberali “l'esistenza di Dio non viene negata, ma il
suo dominio è limitato ai cieli, e la Sua autorità sulla Terra è sospesa”; in
tal modo la società liberale “nega o sospende la sovranità di Dio sulla Terra”.
Per Qutb, quindi, la
libertà delle società liberali è la massima esemplificazione della schizofrenia
moderna e occidentale che pone il mondo materiale di qua e Dio di là, facendo diventare
la religione una questione di moralità privata, una serie di vuoti rituali che
non hanno alcun effetto nella vita civile, come se il cuore degli uomini fosse
l'arbitro supremo del comportamento morale, mentre l'arbitro supremo, scrive Qutb,
è solo Dio. La società liberale moderna è jahili, ovvero ignorante come
i pagani, e ciò si vede bene, secondo Qutb, nel modo di vivere le relazioni
sessuali: la libertà sessuale conduce gli uomini ad avere rapporti sessuali
senza amore, basati solo sulla lussuria, e le donne a preferire di essere sexy
e frivole anziché responsabili della procreazione della vita; conduce ad avere
relazioni senza alcun impegno e porta le donne a dedicarsi alla produzione
materiale (cioè a lavorare) anziché dedicarsi ad allevare esseri umani. Tutto
ciò è un regresso verso società primitive, è un allontanamento da Dio,
dall'ordine naturale che Dio ha dato al mondo, un ordine in cui le famiglie si
formano per procreare e educare i figli, non per realizzare i desideri dei
genitori, le responsabilità sono armoniosamente divise tra uomini e donne, ogni
persona ha una missione da compiere affidatale da Dio. Permissivismo, libertà
di coscienza, separazione tra religione e legge civile: la società liberale è
pericolosa perché perpetua la “terribile schizofrenia” dell'uomo moderno.
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Un islamista radicale manifesta contro la libertà |

Ora,
questa schizofrenia, secondo Qutb, stava corrompendo anche l'Islam, perché il
potere dell’Occidente, nemico dell'Islam, è effettivamente enorme tanto da
inquinare i cuori dei musulmani. Questa corruzione è iniziata da quando Ataturk,
abolendo il califfato, aveva portato la schizofrenia dell’Occidente nel mondo
islamico: egli, infatti, fondando la Repubblica turca sul modello degli Stati nazionali
europei, laici e moderni, aveva separato la religione dalla legge civile, il Corano dai codici. Il timore di Qutb era
appunto questo: che l’esempio di Ataturk si diffondesse, che le idee liberali e
la loro schizofrenia attecchissero presso il mondo musulmano, confinando l'Islam
“nei circoli emotivi e rituali”, impedendogli di “partecipare all'attività
della vita”, fermandone il dominio su ogni attività secolare, separando la
religione dallo Stato. Questo era appunto quello che era successo in Turchia,
quando Mustafà Kemal, il 3 marzo 1924, aveva posto fine al califfato (il
califfo, da non confondere con il sultano, era il capo religioso e politico
della Umma, di tutti i fedeli
dell’Islam). L'attacco di Ataturk era terribile perché nato dentro l'Islam
stesso, perciò più subdolo e imprevedibile degli attacchi proveniente
dall’esterno; se imitato anche in altre nazioni musulmane avrebbe ridotto l'Islam
a una religione da scegliere nell'intimo della coscienza, ad un Islam parziale,
e un Islam parziale, secondo Qutb, non è Islam. Se la scelta di Ataturk fosse
stata seguita da altri, avrebbe portato allo “sterminio” dell’Islam: sì, Qutb
usò proprio questa parola, “sterminio”. “È un tentativo – scrive Qutb – di
sterminare questa religione addirittura come credo di base e di sostituirla con
concezioni secolari che hanno le loro implicazioni, valori, istituzioni e
organizzazioni”. “Sterminare”, scrive Qutb: lo sterminio dell'Islam come
religione sarebbe cominciato con la Turchia di Ataturk nel 1924.
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Manifestazioni islamiste antioccidentali |
Ma
la forza dei nemici dell'Islam, secondo Qutb, è solo apparente, poiché la
religione musulmana è così autentica e radicata nell'animo umano che saprà
resistere e diventare la religione dell'umanità intera. Quel che serve
all'Islam per vincere, scrive Qutb, è che i più puri di questa religione si
riuniscano in un'avanguardia che si separi dai costumi occidentali e conduca in
prima persona una vita integralmente islamica, in modo da costituire una
minisocietà di puri entro una società di impuri e di pagani. Il compito
successivo di questa comunità è combattere innanzitutto i musulmani non puri, quelli
che intendono tenere separata la religione dal resto della vita, come se si
potesse essere musulmani una volta alla settimana e poi per il resto relegare
la religione nella vita privata. L'obiettivo di questa lotta (jihad, scrive Qutb) è fondare uno Stato,
prendendo un intero paese da qualche parte nel mondo islamico e instaurandovi i
precetti dell'Islam in forma autentica. Così si sarebbe potuto rifondare lo
stato islamico originario, quello del settimo secolo. Poi si dovrebbe portare
l'Islam nel mondo, come aveva fatto Maometto. Ripristinare lo stato islamico
significa restaurare la shari'a, il
codice musulmano, come legge dello stato: la legge coranica deve tornare a
dettare norme per la vita civile e politica. Fare questo significa rendere
l’umanità veramente libera, liberare veramente l’uomo dalla schiavitù, diffondere
solidarietà tra gli individui, dare il giusto aiuto ai bisognosi, donare alle
donne il vero rispetto. Chi non vuole seguire la religione dell'Islam è libero
di farlo, ma non deve minacciare di rovesciarlo, altrimenti sarà punito; chi
commette un crimine contro l’Islam, dice Qutb, lo commette contro la comunità
intera, quindi deve subire l'identica ingiustizia che ha inflitto alla
comunità: “anima per anima, occhio per occhio, naso per naso, orecchio per
orecchio, dente per dente, e per le ferite la legge del taglione”, questo,
secondo Qutb, è il codice della shari'a.
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Paesi che adottano, a vari livelli, la shari'a |
L'applicazione
integrale della shari'a è
naturalmente un progetto da realizzare nel futuro; nel frattempo l'Islam deve
proteggersi dai nemici con il jihad,
con una guerra difensiva. Una volta conquistato uno Stato, la lotta contro
miscredenti e infedeli dovrà essere durissima, attraverso l'uso della polizia
al servizio della religione. In questa lotta sarà inevitabile che alcuni
musulmani giusti e puri muoiano, ma questa non sarà vera morte, perché
l’esempio del martire produrrà altra vita, cioè il successo dell'Islam. Per la
realizzazione di questa utopia è quindi giusto che si diffonda la vocazione al
martirio, nel senso etimologico del termine: il martire (shahid, in arabo) è un testimone della verità e quindi capace di
produrre vita con il proprio sangue versato. Chi muore nella lotta per l'affermazione
della verità dell'Islam resta in vita, è una forza attiva che serve alla
crescita e alla diffusione della comunità: “nella loro morte non c'è – scrive
Qutb – un vero senso di perdita, perché continuano a vivere”. (3 - continua)
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Manifestazioni contro l'Occidente: il manifesto di sinistra dice: "Macellare chi deride l'Islam"; al centro: "Decapitare chi insulta l'Islam"; dietro questo: "Liberalismo all'inferno". |
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Recenti manifestazioni anticristiane |
Utilizzate le seguenti opere:
Paul Berman, Terrore e liberalismo. Perché
la guerra al fondamentalismo è una guerra antifascista, (2003), tr. it.
Torino, Einaudi, 2004
Enzo Pace, Renzo Guolo, I fondamentalismi, Roma-Bari, Laterza,
2003
Heinz Halm, L’Islam,
(2000), tr. it. Roma-Bari, Laterza, 2003