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parte: Dallo jihadismo a Bin Laden. Nascita e sviluppo di Al Qaeda.
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11 settembre 2001. L'attacco di Al Qaeda alle Torri gemelle di New York. |
Da tutte le
esperienze di terrorismo nate dagli anni Ottanta in poi si formò Al Qaeda che
cominciò a costituirsi all’interno del movimento internazionale di volontari
per il jihad afghano.
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Mappa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan |
L’Afghanistan, infatti,
era stato occupato nel 1979 dall’Urss che vi impose un governo comunista
(guidato da Babrak Karmal). Da quel momento il paese sprofondò nella guerra
civile, poiché i musulmani afghani si opposero con le armi all’invasione
sovietica, creando il movimento dei mujaheddin che chiamò a raccolta tutto
l’Islam, dall’Algeria al Sudan, dall’Egitto all’Indonesia, per sostenere la
lotta di liberazione contro l’invasione russa. Si formò così un vasto fronte di
mobilitazione internazionale che raccolse volontari da tutti i paesi musulmani
da inviare in Afghanistan. Il centro di raccolta dei volontari era l'Ufficio
dei servizi (Maktab al Khidamat: MAK)
di Peshawar, in Pakistan.
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Abdullah Azzam: questa è la foto più famosa di Azzam reperibile in rete |
L'ufficio era gestito da uno studioso islamico di
origine palestinese, lo sceicco Abdullah Azzam che era stato amico della
famiglia Qutb e aveva a suo tempo insegnato giurisprudenza islamica in Egitto,
presso la prestigiosa università Al-Azhar. Era il rappresentante dei principi
sauditi nel jihad afghano e con le credenziali che possedeva reclutò in tutto
il mondo, compresi gli Usa, volontari da inviare non solo ai talebani afghani ma
anche ad Hamas. Fu in questa circostanza che i servizi segreti statunitensi
finanziarono e addestrarono membri del movimento di resistenza afghana,
probabilmente lo stesso Bin Laden venne armato e sostenuto dagli Stati Uniti,
nella speranza di contrastare così, in modo indiretto, l’invasione sovietica
dell’Afghanistan. Fu forse in questa circostanza, infine, che si cominciò ad
usare il termine Al Qaeda.
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La prima sede del MAK, a Peshawar |
L’origine della
parola è comunque incerta. Al Qaeda (o al-Qa'ida)
in arabo significa “la base”, parola che può indicare sia i primi campi di
addestramento dei mujaheddin in Afghanistan (versione sostenuta dallo stesso Bin
Laden in un'intervista rilasciata ad Al
Jazeera nell'ottobre 2001); sia un database di reclutamento dei mujaheddin
creato forse dalla stessa Cia all'epoca del sostegno che gli Usa davano ai
mujaheddin nella guerra contro l'Urss in Afghanistan (versione sostenuta da
Robin Cook, il ministro degli esteri inglese che si dimise dal governo Blair
per protesta contro l'intervento in Iraq; al-Zawahiri nel suo libro pubblicato
in Internet nel 2008 e intitolato al-Tabria, ovvero L'assoluzione,
sostiene che Al Qaeda in Afghanistan non è stata mai né sostenuta, né
finanziata, né istruita dagli Usa); sia il centro di reclutamento di Peshawar
che raccoglieva volontari da inviare a combattere contro i russi in Afghanistan
(tesi sostenuta dal saggista Peter Bergen, studioso del fenomeno Al Qaeda e
biografo di Bin Laden, oggi docente alla John Hopkins di Washington).
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Bin Laden (a sinistra) insieme ad al-Zawahiri |
Come ogni gruppo
impegnato sul fronte della lotta politica e armata, anche Al Qaeda ha avuto
subito le sue correnti interne: una di queste, guidata da Osama bin Laden (o Usama
ibn Ladin, nato a Riyad nel 1957), si allontanò dalle idee di Azzam e prese a
seguire quelle dello sceicco Omar e di al-Zawahiri.
Lo sceicco Omar
Abdel Rahman, negli anni Ottanta residente negli Stati Uniti, sosteneva
apertamente da anni, anche nel corso delle sue prediche nelle moschee, che occorresse
colpire gli abitanti di New York in massa e a caso. È stato il suo gruppo
(forse già allora finanziato da Bin Laden) ad effettuare l'attentato del World
Trade Center del 1993 dove rimasero uccise 6 persone; è stato il suo gruppo a
ordire gli attentati, poi falliti, nelle gallerie di New York e nel palazzo dell'Onu.
Omar è stato catturato e condannato all’ergastolo nel 1995 dalla giustizia
americana, ma Al Qaeda ereditò i suoi progetti.
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Lo sceicco Omar, tuttora in carcere negli Stati Uniti |
Riguardo ad Ayman
al-Zawahiri, che ho già nominato nel precedente post, medico di origine
egiziana, è stato tra i fondatori dell’organizzazione Jihad islamica egiziana
di cui ho parlato nel post suddetto; si avvicinò a Bin Laden proprio in
occasione della resistenza antisovietica in Afghanistan e da allora divenne suo
luogotenente, stretto collaboratore nonché, a quanto si sa, suo medico
personale.
All’epoca del
reclutamento dei volontari tramite il MAK, Omar e al-Zawahiri volevano sostenere
tramite questa organizzazione un jihad globale, cominciando con il colpire i governi
musulmani filo-occidentali, a partire da quello che si stava formando a Kabul. Qui,
infatti, nel 1986 si era costituito, con il consenso dell’Urss che voleva
uscire dall’onerosa e inconcludente guerra afghana, un governo islamico di
riconciliazione nazionale presieduto dal musulmano Muhammad Najibullah. Azzam,
dopo aver combattuto contro i russi, ora intendeva trovare una via per la
pacificazione del paese ed era intenzionato ad appoggiare il nuovo governo, ma
soprattutto non voleva che si accendessero rivalità e conflitti tra musulmani.
Ma i mujaheddin afghani non riconobbero il nuovo governo e continuarono la
guerriglia contro di esso anche dopo il ritiro sovietico, avvenuto tra 1988 e
1989. Nel 1989 Azzam fu assassinato a Peshawar in un attentato dinamitardo di
cui non si sono mai conosciuti i responsabili, cosicché Bin Laden prese il
comando di Al Qaeda, anche grazie al suo considerevole patrimonio messo a
disposizione dell’organizzazione: circa 300 milioni di dollari ereditati dalla
sua facoltosa famiglia (il padre di Osama era un ricco magnate delle
costruzioni). Preso il comando e ricevuto l’appoggio del gruppo di al-Zawahiri,
Osama si attivò subito, organizzando attentati in Sudan e Afghanistan. In
Sudan, dove visse da esule, ricercato dalla polizia saudita, dal 1992 al 1996,
egli fissò il suo quartier generale. In Afghanistan le sue azioni terroristiche
unite alla guerriglia provocarono la caduta del governo di Najibullah (1992). Poi,
tra 1992 e 1996, vi scoppiò la guerra tra le varie fazioni, tribali e religiose,
che avevano combattuto per l’indipendenza afghana; infine, nel 1996, prese il
potere la componente più radicale e fondamentalista di queste fazioni, ovvero i
taliban, il movimento degli studenti
delle scuole religiose sunnite che, nel frattempo, Bin Laden aveva cominciato a
sostenere.
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Mujaheddin afghani durante la guerra antisovietica |
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L'attentato all'ambasciata Usa di Nairobi, 7 agosto 1998 |
Il successo in
Afghanistan galvanizzò Al Qaeda che nel corso degli anni Novanta vide crescere
enormemente sia il numero degli affiliati che i campi di addestramento, sparsi
in molti territori del mondo islamico, dal Sudan alla Somalia, dall’Iraq e
dall’Iran all’Afghanistan, dal Pakistan all’Indonesia. È in questo decennio che
l’organizzazione ha messo a segno i colpi più clamorosi che avevano come
obiettivo di portare la guerra contro gli infedeli fuori dai confini tradizionali
dell'islam: del resto Al Qaeda si professava movimento islamico in senso vasto,
non legato ad una base nazionale o etnica. Gli attentati più noti sono quello
del novembre 1997 a Luxor, dove morirono oltre 60 turisti; quelli contemporanei
dell’agosto 1998 contro le ambasciate americane a Nairobi, in Kenia, e a Dar es
Salaam, in Tanzania, con un bilancio complessivo di oltre 200 vittime e 4000
feriti; quello dell’ottobre del 2000 contro il cacciatorpediniere Uss Cole nel
porto di Aden, che provocò la morte di 17 marinai e il ferimento di altri 39.
Oltre a questi attentati, Bin Laden e Al Qaeda avrebbero sostenuto il GIA
algerino, il movimento dei martiri di Al Aqsa a Gerusalemme, gli attentati di
Hamas contro Israele e tutta una serie di iniziative terroristiche, sventate o
fallite, dall’Indonesia agli Stati Uniti. Fra queste, dopo l'11 settembre, gli attentati alla stazione di Madrid dell'11 marzo 2004 (191 morti e oltre 2000 feriti) e alla metropolitana di Londra del 7 luglio 2005 (oltre 50 vittime e 700 feriti).
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L'attentato di Madrid dell'11 marzo 2004 |
Così l'organizzazione
di Bin Laden si presentava come erede del pensiero di Qutb: era un'avanguardia
(colta, ricca, pronta a morire), era costituita da musulmani non
necessariamente arabi; faceva sì rivendicazioni politiche concrete (come ad esempio
la “pace” in Palestina, che nel vocabolario dei fondamentalisti significa
eliminazione di Israele), ma utilizzava lo stesso linguaggio millenarista di All’ombra del Corano. L’iniziativa più
sanguinosa e più clamorosa portata a termine da Al Qaeda, com’è noto, è stato
l’attentato alle Twin Towers dell’11 settembre 2001.
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Il video del 7 ottobre 2001 diffuso da al-Jazeera: Al Qaeda rivendica l'attentato dell'11 settembre 2001 alle Torri gemelle |
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Bin Laden nel video del 7 ottobre 2001 |
Nel video diffuso da
Al Jazeera il 7 ottobre 2001, dopo l'attentato alle torri
gemelle, Bin Laden compare seduto su un tappeto con a fianco al-Zawahiri e un
paio di assistenti tutti con barba e turbante, come prescrive la tradizione:
sembrava, come ha scritto Berman, una scena del settimo secolo, con Maometto
seduto accanto ai suoi compagni appena fuori Medina. Nel video Bin Laden ha un
tono pacato, tranquillo e poetico, quasi ispirato. In All'ombra del Corano,
Qutb aveva descritto una Medina dei tempi del profeta popolata da quattro tipi
di persone: l'avanguardia dei musulmani, i pagani, gli ipocriti che fingevano
di essere musulmani, i perfidi ebrei. Bin Laden, in quel video, descrisse il
mondo attuale più o meno nello stesso modo: l'avanguardia musulmana costituita
da lui e dai suoi collaboratori e soldati; i pagani, rappresentati dagli Usa;
gli ipocriti rappresentati dai leader dei paesi islamici alleati con gli Usa;
infine gli ebrei rappresentati dai carri armati di Israele. “Dio – sostenne Bin
Laden – ha destinato un gruppo di musulmani d'avanguardia, la prima dell'islam,
a distruggere l'America […] simbolo del paganesimo nel mondo moderno”. Aggiunse
poi: “Da oltre ottant'anni la nostra nazione islamica è vittima della stessa
umiliazione e disgrazia, i suoi figli vengono uccisi e il loro sangue versato,
i suoi luoghi sacri profanati” (per il testo completo, in inglese, delle affermazioni di Bin Laden fare clic qui). A quale evento di 80 anni prima faceva
riferimento il capo di Al Qaeda? Faceva riferimento all’abolizione del
califfato decisa nel 1924 da Kemal Ataturk, il crimine più grande perpetrato da
un'ipocrita musulmano al servizio dei pagani, la data che segnò, per la
religione musulmana, l'inizio dello “sterminio”: ricordate la lugubre
espressione usata da Qutb? Quale sarebbe stata la strada da percorrere per
vincere e ripristinare l'era di purezza e di eternità rappresentata dal
califfato del settimo secolo, in quel video Bin Laden non lo disse, ma
l'attentato dell'11 settembre lo lasciava presagire. Del resto Azzam nelle sue
lezioni tenute in Egitto e a Peshawar aveva affermato: “La Storia non si scrive
se non col sangue. La gloria non costruisce il proprio palazzo nobile se non
con i teschi. Onore e rispetto non possono esistere se non fondandosi su feriti
e morti” (citato da P. Berman, Terrore e
liberalismo, cit., p. 142). (6 -
continua)